Nei sistemi informatici, i dispositivi di protezione da sovracorrente, i dispositivi di protezione a corrente differenziale (RCD) e dispositivi per la sorveglianza dell’isolamento possono essere usati per la protezione contro le folgorazioni in condizioni di guasto. Mentre per i sistemi TN o TT, la protezione contro le folgorazioni in condizioni di guasto è assicurata dalle condizioni di sgancio dei dispositivi di protezione da sovracorrente o dagli RCD in caso di primo guasto, il primo guasto in un sistema IT crea solo un allarme. Non può verificarsi una tensione di contatto troppo elevata, dal momento che al primo guasto nel sistema IT si crea semplicemente un collegamento a terra. Il sistema IT diventa quindi un sistema TN o TT. Pertanto, un sistema IT può ancora funzionare senza rischi dopo il primo guasto, in modo da poter completare i processi di produzione in corso (ad es. nell’industria chimica). In caso di primo guasto, il conduttore di protezione raggiunge il potenziale del conduttore di fase guasto, il che tuttavia non pone rischi in quanto tutti gli organi e le parti metalliche esposte raggiungono questo potenziale attraverso il conduttore di protezione, quindi non si verificano pericolose differenze di potenziale. Tuttavia va osservato che al verificarsi del primo guasto nel sistema, la tensione dei conduttori integri a terra corrisponde alla tensione tra i conduttori di fase. Di conseguenza, al primo guasto di un SPD vi è una tensione di 400 V in un sistema IT a 230/400 V. Questa possibile condizione di esercizio va presa in considerazione nella scelta degli SPD, per quanto riguarda la tensione massima continuativa di funzionamento.
Viene fatta una distinzione tra sistemi IT con conduttore neutro integrato e sistemi IT senza conduttore di neutro integrato (Figura 8.1.5.1). Nel caso di sistemi informatici senza conduttore neutro integrato, gli SPD sono installati tra ogni conduttore di fase e il conduttore PE in un cosiddetto circuito “3-0”. Per sistemi IT con conduttore neutro integrato, si possono usare sia circuiti “4 – 0” che “3 +1”. Nel caso di un circuito “3 +1”, si deve osservare che va installato nel tratto N-PE un SPD con un le appropriate capacità di estinzione per la corrente susseguente. Nei sistemi IT con e senza neutro integrato vanno considerate le massime tensioni continue di esercizio mostrate nelle Figura 8.1.5.2a, Figura 8.1.5.2b e Figura 8.1.5.2cper SPD Tipo 1, Tipo 2 e Tipo 3.
Figura 8.1.5.1
Utilizzo di SPD in un sistema IT Figura 8.1.5.2a
Sistema IT senza conduttore neutro integrato; circuito “3–0” Figura 8.1.5.2b
Sistema IT con conduttore neutro integrato; circuito “4–0” Figura 8.1.5.2c
Sistema IT con conduttore neutro integrato; circuito “3+1”
Al verificarsi di un secondo guasto in un sistema IT deve quindi intervenire un dispositivo di protezione. Per l’utilizzo di SPD nel sistema IT in combinazione con un dispositivo per la “protezione contro i contatti indiretti” valgono le stesse indicazioni fornite nei paragrafi 8.1 e 8.2 per i sistemi TN e TT. Di conseguenza, nei sistemi IT, è anche consigliabile installare SDP Tipo 1 e Tipo 2 a monte del RCD.
La Figura 8.1.5.3 illustra l’utilizzo di SPD in un sistema IT privo di conduttore neutro integrato. Un esempio di come sia possibile collegare un SPD nei sistemi IT con conduttore neutro integrato è mostrato in Figura 8.1.5.4.
Figura 8.1.5.3
Utilizzo di SPD in un sistema a 690 V senza conduttore neutro integrato Figura 8.1.5.4
Utilizzo di SPD in un sistema a 230/400 V – Con conduttore neutro integrato (circuito 3+1)